Claudio from eternauti.it has taken the time to translate Kareem’s final blog post in October 2006: L’ultimo articolo di Kareem Amer in libertà.

Thank you, Claudio!

You can read the English translation here: Kareem Amer: “Your Blessings, O Azhar!”

L’ultimo articolo di Kareem Amer in libertà
Le “benedizioni di Al-Azhar

traduzione a cura di Condor57

L’essere umano può essere forzatamente vincolato a qualcosa, risultando incapace di liberarsene anche se rifiuta o addirittura odia questo qualcosa. Comunque, può sopravvenire un certo momento in cui può essergli garantito di affrancarsene senza alcun effetto ulteriore.

Raramente questa separazione si accompagna a risultati dolorosi o indesiderabili. Non di meno, non c’è dubbio che ciò possa accadere e quanto sta avvenendo a me, quello che sto affrontando in questi giorni, ne è un esempio.

Ho frequentato l’ateneo Al-Azhar per andare incontro ai desideri dei miei genitori. Alla luce del mio completo rifiuto del pensiero religioso e dei miei scritti che fortemente criticano l’infiltrazione religiosa nella vita pubblica, il suo controllo del comportamento degli esseri umani e tra di essi, liberarsi di questi vincoli nel mio essere un (ex) studente dell’Università di Al-Azhar, è stato ancor più difficile di quanto mi fossi immaginato.

Quando ho ottenuto la mia libertà – nel senso di essere stato espulso dall’università nel marzo 2006 – avevo pensato che quella questione fosse definitivamente chiusa e che con quel decreto mi ero affrancato dal vincolo dell’ateneo e dal suo autoritarismo, esercitato sia verso la vita degli studenti sia verso i membri della società sia verso la vita del nostro Paese a vari livelli.

Ignoravo che il quotidiano Al-Gomhuria avesse pubblicato copia dei fogli investigativi inviati dalla sessione disciplinare alla quale ero stato sottoposto – che per mia scelta non firmai – al Sostituto procuratore. Così come non sapevo che l’amministrazione universitaria non avesse comunicato che si era rifiutato di consegnarmi il mio fascicolo. Lasciai che la vita scorresse senza incanalarmi nel pensare a cosa sarebbe potuto accadere dopo quel fatto; questo alla luce del fatto che loro mi avevano espulso e quindi avevano tutto sommato chiuso la questione. Avevo pensato che quella era la fine della mia relazione con loro e mi dissi: lascio che si tengano il mio fascicolo. E infatti chiesi solo che mi venissero restituiti i miei documenti in originale, visto che ne avevo bisogno.

Comunque, sembra che la “benedizione” di Al-Azhar sui suoi studenti non sia facilmente rimovibile. Cominciano a seguire gli studenti come ombre. Per esempio, uno studente che ottiene il Certificato Azzarita di Secondo Livello non può farsi consegnare l’attestato per presentarlo ad un’altra università pubblica. Ho ripetutamente fatto richiesta quest’anno e negli anni precedenti alla mia espulsione, ma tutti i miei sforzi sono risultati vani. L’unico effetto di questo Certificato che sei riuscito ad ottenere è che ti dequalifica rispetto agli altri studenti, agli altri cittadini, che hanno un “semplice” Certificato Generale di Secondo Livello.

Sembra, peraltro, che l’imposizione di Al-Azhar sui suoi allievi non si limiti a privarli di completare i loro studi fuori da quella università. Ciò che è accaduto e ciò che mi accadrà nei prossimi giorni, mi ha pienamente dimostrato che queste “benedizioni” azzarite non abbandonano uno studente che cerca di ribellarsi contro l’università e che cerca di rifiutare quello cui è forzato a studiare – e che sono contro ogni logica, incitando alla violenza contro coloro che non vivono la stessa fede religiosa – fino a che è sull’orlo della tomba (esattamente quello che ho rischiato mi accadesse andando contro gli studenti della Facoltà di Legge Coranica, la Sharia, che sono andati vicino ad uccidermi con le loro “armi bianche (pugnali) nella loro cieca difesa della religione di Allah – come mi spiegò poi uno studente delle classi superiori – lo scorso maggio nei pressi della facoltà. Ad ogni buon conto, la provvidenza, alla quale io non credo, aveva previsto per me un nuovo “affitto” nella vita, per cui riuscii a scappare dalle loro mani) o fino a quando egli attraversa le porte della prigione. E questo sembra che sia quello che sto andando ad affrontare nei prossimi giorni, nonostante non mi piaccia ipotecare il futuro e parlare di quello che ancora non si sa, ma mi aspetto il peggio

Diverse ore fa mi è stata consegnata una citazione invitandomi a comparire per un confronto, lunedì prossimo, presso l’Ufficio del Procuratore, come conseguenza della denuncia presentata da Al-Azhar nei miei confronti per ciò che ho scritto e pubblicato fuori dalle loro mura, nel cyberspazio che non riconosce alcuna autorità su ciò che gli utenti vi pubblicano. Sembra invece che la benedizione di Al-Azhar, dalla quale pensavo di essermi finalmente affrancato dopo la documentazione liberatoria che avevo ottenuto, continui a seguirmi. La citazione del Procuratore relativa alle indagini nei miei confronti è una delle manifestazioni delle loro benedizioni, che non abbandonano mai coloro che segnano, come nel caso del Dr. Nasr Hamid Abu Zayd, spinto a separarsi dalla moglie, o del Dr Ahmed Sobhi Mansour, incarcerato e forzato ad espatriare definitivamente, o del Dr. Nawal Al-Saadawi, e di Ahmed Al-Shahawy ed altri ancora, dei quali Al-Azhar ha sempre “consigliato” – e continua a consigliare – il sequestro delle pubblicazioni proibendone la circolazione.

Non ho molta paura. Anzi, sono felice che i nemici del libero pensiero debbano impegnarsi nei miei confronti impiegando così bassi metodi – nei quali soltanto chi è intellettualmente disarticolato può eccedere – da rendermi più fiducioso, più solido nei miei principi e più pronto ad affrontare qualsiasi cosa per la difesa dell’esprimere le mie libere opinioni, senza alcuna restrizione impostami da governi, istituzioni religiose o addirittura una società totalitaria, che continuamente serve i vili metodi dei nemici del libero pensiero e degli appassionati del drogare le genti, sia con le religioni sia con vere e proprie droghe.

La sola esistenza di meccanismi legali che criminalizzano la libertà di pensiero, e puniscono con la prigione chiunque critichi la religione in qualsiasi modo, è già un grave difetto della legge. Si suppone che la legge debba regolare i rapporti tra soggetti all’interno di una società, non che sopprima le loro libertà a vantaggio della religione, della legge stessa o dell’ordine sociale. L’essere umano – l’individuo – è al primo posto, e la sua esistenza è sopra ogni altra cosa. Su questa base, criminalizzare l’essere umano per il suo criticare l’ordine sociale, la religione o l’autorità – che sono successive alla comparsa del primo essere umano – deve essere considerato un grave difetto delle leggi. E queste leggi vanno oltre i loro poteri di intervento nelle questioni relative alla libertà dei singoli, un’area sacra che nessun essere umano, a prescindere da chi egli sia, può violare.

Io quindi dichiaro, in tutta franchezza e chiarezza, il mio rigetto e rifiuto di qualsiasi legge, legislazione, regime che non rispetta i diritti degli individui e la libertà personale, e che non riconosce l’assoluta libertà d’azione degli individui – fino a che non lede altri sul piano fisico – e non riconosce l’assoluta libertà degli individui ad esprimere le loro opinioni, qualsiasi esse siano, su qualsiasi argomento e che non siano accompagnate da azioni fisiche dannose per altri. Allo stesso modo, io dichiaro in tutta chiarezza che queste leggi non mi vincolano in alcun modo ed io non riconosco la loro esistenza. Detesto, dal profondo della mia anima, chiunque lavori per attuarle, chiunque le usi come guide, chi trae soddisfazione o beneficio dalla loro esistenza. E se queste leggi ci vengono imposte, non abbiamo né il potere né la forza di cambiarle perché esse stesse sono utilizzate da chi gestisce il potere, e ne trae benefici. Non di meno tutto ciò non m spingerà alla sottomissione o nell’attesa del perdono e della rassegnazione

Io quindi dichiaro che non riconosco la legittimità dell’avviso di reato su un argomento come questo, che è parte della mia libertà di esprimere le mie opinioni. Questa libertà è stata sancita dalla Dichiarazione Universali dei Diritti Umani, che presumo sia stata sottoscritta anche dall’Egitto.

Comunque, anche mettendo da parte questa dichiarazione e facendo finta che essa non esista, o che l’Egitto non l’abbia firmata, i diritti umani sono una materia così evidente da non aver bisogno di nessuna legislazione che li regoli o li definisca nella loro essenza.

Ad ogni persona che gode di ciò che mi sta accadendo e che spera che così io possa cambiare le mie posizioni, possa sentirmi più debole, o possa spingermi su un sentiero diverso da quello che io ho scelto per me stesso, io dico: morite nella vostra rabbia e nascondetevi nelle vostre trincee. Non recederò, neanche di un millimetro, da ogni parola che ho scritto. Queste restrizioni non possono precludermi di sognare di ottenere la mia libertà, quello che è stato il mio desiderio sin da quando ero un ragazzo, e continuerò ad inseguirla per sempre almeno nella mia immaginazione.

E alla Università di Al-Azhar, ai suoi docenti, ai suoi studiosi islamici, che sono così solidi contro chiunque la pensi in modo libero, lontano dai loro pensieri metafisici e dalle loro superstizioni, dico: finirete tra gli scarti della storia e quando sarà il momento non ci sarà nessuno a piangere per voi. Siate certi che il vostro dominio scomparirà come è già successo ad altri come voi.

Felice è colui che recepisce i consigli altrui!

3 Responses to “Italian Translation of Kareem’s Final Blog Post”

  1. Free Kareem! » Blog Archive » Kareem Amer: “Your Blessings, O Azhar!” Says:

    [...] UPDATE: (April 15, 2007) Italian translation available: Italian Translation of Kareem’s Final Blog Post. Bookmark: [...]

  2. Free Kareem! » Blog Archive » Digest (Apr. 2 - Apr. 15) Says:

    [...] - Italian Translation of Kareem’s Final Blog Post [...]

  3. Alex Says:

    Thank You

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